LA GERMANIA NECESSARIA L’emergere di una nuova leading power tra potenza economica e modello culturale, di Beatrice Benocci

By   /  26 settembre 2017  /  No Comments

Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore economico affidabile, non più solo come membro leader della Ue, ma sembrava muoversi autonomamente nello scacchiere internazionale e nelle aree di crisi, promuovendosi anche quale partner culturale. Era questa una novità interessante, che apriva spazi di analisi e nuove domande sul percorso che la Germania aveva vissuto: da stato totalitario a paese vinto, da paese membro della comunità europea e atlantica a paese nuovamente unito, ora espressione di un modello culturale condivisibile a livello globale. Ancor più sorprendente era il fatto che se la Germania era cambiata, lo era anche l’Europa, e non solo a causa della crisi economica. Molto avevano giocato gli allargamenti a Est e, non in ultimo, le difficoltà incontrate dall’Europa comunitaria nell’assumere un chiaro ruolo internazionale. In definitiva, era mutato il rapporto di controllato/controllore in favore di un nuovo concetto di “necessità” di Germania. Si poneva, a partire da quel momento, il tema spinoso, ma anche affascinante, di una Germania necessaria e nuova leading power.


Beatrice Benocci, giornalista, è dottore di ricerca in Storia delle relazioni internazionali. Collabora con le Cattedre di Storia contemporanea e Sociologia dell’Europa ed è membro del Centro Studi Europei, del Centro di Ricerca sul conflitto in Età Contemporanea e dell’Osservatorio Memoria e Legalità dell’Università di Salerno. I volumi: La grande illusione. La questione tedesca dal 1953 al 1963 (1998); Due presidenti e un’occasione mancata. Kennedy, Kruscev e la fine della guerra fredda (2010).

Tra i saggi recenti: Risorgimento e Mezzogiorno nella stampa tedesca (2014); Le aspettative italiane e il commercio con l’Est europeo tra malumori americani e profferte sovietiche, 1957- 1960 (2015); Tedeschi, europeisti nonostante tutto (2015); La questione tedesca e il ruolo delle chiese (2016); La fine dell’insostenibile corsa. Gli stati europei tra rigido neoliberismo e salvaguardia del welfare 2007-2017 (2017).


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